مقهى الصحفيين الإيطاليين ينشر تقرير الرابطة عن الانتهاكات بسوريا

تناول مقهى الصحفيين الإيطاليين الانتهاكات المتعلقة بالإعلام في سوريا بالاعتماد على تقرير رابطة الصحفيين السوريين في شهر تشرين الثاني/نوفمبر الماضي.

لقراءة التقرير على موقع المقهى الرسمي من هنا

Un mese da giornalista in Siria nel 2017: la contabilità del terrore

La Associazione dei giornalisti siriani (SJA) ha documentato, nel novembre 2017, 19 violazioni contro i media in Siria. Di queste, 17 sono state commesse effettivamente nel novembre 2017, mentre altre due risalgono a ottobre ma sono state documentate e verificate secondo i criteri di documentazione stabiliti dall’associazione solo nel mese successivo. Gli scontri nel governatorato Rif-Dimashq, oltre al sistematico bombardamento da parte del regime di Assad e ai raid aerei russi ricorrenti nell’area nella Siria settentrionale, sono le principali ragioni delle violazioni documentate.

Ancora una volta, il regime di Assad ha superato i suoi “competitori” nelle violazioni ai danni dei giornalisti, poiché si è reso responsabile di 7 casi; alcuni militanti nella città di Al-Atarib, nelle campagne intorno ad Aleppo, hanno commesso 5 violazioni mentre le forze russe ne hanno commesse 3 e le fazioni dell’opposizione armata (Al-Rahman) hanno commesso 2 violazioni. Le restanti sono da ascriversi una all’Isis e una ad amministrazioni autonome del Pyd (il Partito democratico Curdo).

La violazione più significativa è stata ovviamente l’uccisione dell’attivista Mustafa Muhammed Othman Al-Shoun. È stato ucciso durante attacchi aerei russi effettuati su Al-Atarib. L’associazione dei giornalisti siriani (SJA), dall’inizio della rivoluzione siriana (cioè da metà marzo 2011) ha documentato l’uccisione di 420 attivisti di vario genere nel mondo dei media. Inoltre, ha documentato altri 9 casi di lavoratori dei media feriti; la maggior parte nelle campagne di Damasco, dove 4 membri della stampa sono stati colpiti dai gas lanciati dalle forze di Assad nella parte est di Ghouta.

Le violazioni documentate dalla SJA includono non solo uccisioni e feriti ma anche episodi di detenzione. Due operatori dei media sono stati arrestati a ottobre 2017: alcuni membri della brigata di Al-Rahman (un gruppo armato dell’opposizione) hanno arrestato gli attivisti Ali Hatim Al-Sheikh e Anas Abu Ayman mentre si trovavano a Kafr Batna, nei dintorni di Damasco. I due sono stati rilasciati dopo un giorno di prigione. Sempre a novembre, Ahmad Barazi, Omar Ahmad Hamoud Al-Iliyawi, Ayham Barazi e Omar Arnaaout sono stati picchiati e privati della libertà di lavorare. Alcuni militanti, nella campagna occidentale di Aleppo, hanno fermato il lavoro dei mass media mentre documentavano un massacro compiuto da jet russi nel mercato pubblico di Al-Atareb. Nello stesso contesto, all’attivista Maysa Al-Mahmoud è stata negata la libertà di riportare notizie: l’SJA ha documentato 26 casi di professionisti dei media femminili che sono stati oggetto di violazioni, dall’inizio della rivoluzione siriana.


D’altra parte, le violazioni contro i media center e le agenzie sono aumentate: il consiglio dei media dell’Amministrazione autonoma del Pyd, nel cantone di Jazeera, ha chiuso l’ufficio di Qasiyon News Agency e ritirato le licenze concesse all’Agenzia e ai suoi reporter, mentre l’ufficio dell’agenzia nella città di Arbin è stato colpito da un attacco aereo del regime di Assad.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la maggior parte delle violazioni è stata commessa nei governatorati di Aleppo e Rif Dimashq, 9 violazioni sono state commesse nel Governatorato di Rif Dimashq a seguito di pesanti bombardamenti e intensificati scontri tra le fazioni dell’Fsa e le forze del regime di Assad, e il governatorato di Aleppo ha testimoniato 8 violazioni come risultato di bombardamenti ricorrenti di Assad e dei russi, mentre Hamah e Hasakah sono stati sede di una violazione ciascuno. Il giornalista Barazan Hussein – alias Barazan Liyani e il giornalista Haji Ahmad Al-Miswat sono stati rilasciati dopo un periodo di detenzione ad Asayish, nel governatorato di Hasakah, controllato dal Pyd.

Sakher Edris
Laureato in Informatica presso il London City College, ha lavorato come giornalista presso diverse testate, tra le quali Dubai TV e Al Arabyia News, ottenendo riconoscimenti per trasmissioni e inchieste che hanno contribuito alla discussione politica e sociale nel suo Paese e in altri dell’area medio-orientale. Autore di articoli satirici pubblicati da riviste internazionali.

Ha lasciato la Siria nel 1991, da quando suo padre è stato identificato tra gli avversari di Hafez al Assad e incarcerato. Da allora, vi ha fatto rientro per periodi molto brevi, in occasione dei quali è stato interrogato dal governo in merito alle sue opinioni politiche. Attualmente lavora come giornalista investigativo ed è in prima linea nell’organizzazione di manifestazioni a sostegno della libertà di stampa e dei diritti umani.
Segretario Generale dell’Associazione del Giornalismo Siriano, alla quale aderiscono circa 300 giornalisti in tutto il mondo.